Accordo «d’anticipo» a Vodafone: evitati gli esuberi
Massimo Franchi, 05.04.2019, “Il Manifesto”
Telefonia in Crisi. Azienda e sindacati firmano un verbale: solidarietà difensiva per 4.870 lavoratori, formazione, esodi incentivati e 300 nuove assunzioni. Saccone (Slc Cgil): sia un modello per tutto il settore
La situazione di Vodafone e delle altre compagnie è figlia dei troppi soldi spesi per il 5G
Da
uno dei settori più in difficoltà occupazionale ieri è arrivato un importante
segnale in controtendenza. Se tutte le compagnie telefoniche – a causa della
concorrenza a tariffe stracciate di Iliad e ai troppi soldi spesi per il bando
5G – vogliono disfarsi di un 20 per cento dei lavoratori, a Vodafone si è
riusciti a gestire i 1.130 esuberi annunciati dall’azienda il 12 marzo con la
«contrattazione di anticipo», come rivendica la Slc Cgil. In pratica invece dei
licenziamenti o dei soli ammortizzatori sociali, azienda e sindacati hanno
firmato un accordo che prevede anche riqualificazione professionale e 300
assunzioni nei prossimi anni.
Intendiamoci, i problemi restano e l’accordo non è certo indolore. Ma si tratta
di una novità importante perché dimostra come il costo del lavoro non debba
solo essere considerato «il più facile dei tagli».
Nel concreto l’intesa – sottoscritta da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom- per i
circa 6.500 dipendenti del gruppo in Italia prevede solidarietà difensiva (12
mesi prorogabili di altri 6) per 4.870 lavoratori della sola Vodafone Italia
spa», mentre la mobilità incentivata e volontaria avverrà attraverso il
meccanismo della non opposizione al licenziamento per 570 dipendenti
«complessivamente considerati tra Vodafone Italia spa e Vodafone Gestioni spa».
Il piano di assunzioni «per i prossimi tre anni di circa 300 lavoratori per lo
sviluppo del 5G, nuovi servizi alle imprese e trasformazione digitale».
«Per noi questo accordo è un punto di riferimento nel settore. La vera novità è
che proviamo di volta in volta ad aggiornale le professionalità rispetto
all’incidenza della tecnologia sul lavoro», commenta Riccardo Saccone,
segretario nazionale della Slc Cgil.
Il resto del settore però rimane ancora in grande difficoltà. A partire da Wind
Tre che continua a voler trasferire da Roma a Milano un intero reparto con
almeno 150 persone, di cui l’80 per cento donne, definito «un vero e proprio
licenziamento mascherato», dai sindacati. Lo sciopero totale del 2 aprile ha
mostrato la compattezza dei lavoratori. «Siamo molto lontani da una soluzione,
qui l’azienda guarda solo al risparmio del giorno dopo», conclude Saccone.